barzeletta nova sopra Le Cortigiane, che vanno in Maschera, questo Carnevale, Cioè quelle più meschine. Cosa ridicolosa da Cantare in Maschera. Di Giulio C. C. |
Mala nova, Puttanelle
Che finisce il Carnevale
E s’appressa il vostro male
Infelice meschinelle
Mala nova, oh puttanelle
Ecco il tempo che bisogna
Che scoprite quei mostacci
Impiastrati, e pien di rogna
Di belletti ed unguentacci
E tornarvi i vostri stracci
Le camicie rapezate
E le scarpe tacconate
Le traverse e le pianelle
Mala nova, oh puttanelle
Quei velluti a voi prestati,
Quei damaschi, ed altri panni,
Converà che gli rendiate,
E non state a fare i Zanni,
Ritornando ai primi affanni,
A stentar com’è vostr’uso
A la rocca, a l’ago, al fuso,
A inaspar, e far cordelle,
Mala nova, oh puttanelle
Finiransi quei piaceri
L’allegrezze, e i bei festini,
Non s’andrà più a sparavieri,
Con le mascare ai musini,
Havran bando i cicochini,
I solazzi, i canti, e i suoni,
Nè s’udran più sui cantoni,
Tante baie e bagatelle,
Mala nova, oh puttanelle
La Quaresima v’invita,
A le prime discipline,
A muttar abito, e vita,
Ai disagi, alle ruine (?)
Tanti spassi sono al fine,
E banchetti, e collationi,
Che facevano i bertoni,
Con Salami e mortadelle,
Mala nova, oh puttanelle
I Caponi, e le galine,
Che mangiate di sovente,
Saran porri e cipoline
Che verranno al vostro dente
E ben spesso ancora niente:
A chiarirve in due parole
E starete in occhio al sole,
A conciarvi le gonelle
Mala nova, oh puttanelle
I Pistacchi a (? !) voi comprati,
Che mangiate di sovente,
Saran hor dei gial dorati.
Come zizole, o lupini,
Che con dui o tre quatrini,
Sguazzerete alle giornata,
E pareva cosa grata (? !),
Quattro aglieti, e due sardelle,
Mala nova, oh puttanelle
Ho veduto tal sgualdrina,
Che non ha né in piè né in dosso,
Strapazar sera e mattina,
Oro, argento a più non posso,
E voleva far adosso
La Signora a quello, e questo
E si fa poi manifesto
Che son tutte poverelle
Mala nova, oh puttanelle
Si vedranno tal robbette
Gir a spasso a tutta fiata,
C’hora mostran le garrette,
D’ogni in torno alla brigata,
Ogni stracio va in bugata,
Ogni cosa va sosopra,
Tutte quante vanno in opra
Siano brute o siano belle,
Mala nova, oh puttanelle
Quelle Mascare le fanno,
Parer rose, e gelsomini,
Perchè attorno al brutto stanno,
E gli coprono i grespini,
Ma di poi spazzacamini
Che si sono smascherate
Perchè proprio a le brigate
Nere più delle padelle,
Mala nova, oh puttanelle
Io non so dove si piova
Tante forti femminette,
Che sen van a tutta prova,
Con cappotti e con berette,
E se ben son poverette,
Trovan panni e calze impresto
E le empion presto presto
O di piscio o di fritele
Mala nova, oh puttanelle
Tocca e dalli, para e mena,
Corri salti balla e suona,;
E se ben v’è mal da cena
Non gli nuoce a la persona;
Basta sol, che gli consona
Quei bei spassi, e quei sollazzi;
Non si curan d’altri impazzi,
Pur che frustan le pianelle.
Mala nova, oh puttanelle
Quanti son, che fan stentare
Quei di casa con dolore,
E se ben vanno a sollazzare
Con ste Donne senza honore,
Farian meglio haver amore
A le madri, o a le mogliere,
O nutrir, com’è dovere,
I fratellie le sorelle.
Mala nova, oh puttanelle
Ogni figlio di famiglia
Ogni pover saccardello,
Una, o due, seco ne piglia,
E se ben’è poverello,
Spende, e spande a tutt’andare,
E ben spesso va a impegnare,
Le camicie, e le gonnelle.
Mala nova, oh puttanelle
Ma da poi che sian passati
Quei bagordi, e quegli spassi,
E i di’ magripoi tornati,
Restan poi afflitti, e lassi,
E vorrian più tosto i passi
Haver volti in altro lato,
Perchè molti havran pescato
Altro pesce, che Anguelle
Mala nova, oh puttanelle
Deh, lassate, fratelli,
Queste misere meschine,
Che vi votano i borselli,
E vi pelan poi al fine,
Non vedete le rapine,
Che son tutte incarognate,
Che a la fè, se frequentate,
Mutarete le mascelle.
Mala nova, oh puttanelle
E voi tutte tornarete,
Poverelle, a la vostr’arte,
Che filando, acquisterete
De la spesa la più parte,
Che i sollazzi van da parte,
E s’approssima i fastidi,
I lamenti, i pianti, e i gridi,
I disagi, e le querelle
Mala nova, oh puttanelle
Che credevate, infelici,
Che così s’andasse sempre?
E con spassi alti, e felici,
Star’ogn’hor, né mutar sempre?
Ma convien, che si distempre
Vostra vita con gli affanni,
E torniate a i vostri danni,
A i fiascon, e le scodelle
Mala nova, oh puttanelle
Io non dico, o non ho detto
Di ciascuna in generale,
Perchè ogn’hor porto rispetto
A chi merta, chi più vale,
Ma sol dico a tale, e quale,
Che mi fan le Principesse,
E chi non le conoscesse,
Pareria non fosser quelle
Mala nova, oh puttanelle
Dico sol per certe robbe,
C’han le bolle, e ‘l privilegio,
Et aspettano il bordello
Le confermi nel Colleggio,
E stan male, e staran peggio,
Poiché son gionti i spinacci,
Che vedransi tal grugnacci
Che farian stupire Apelle
Mala nova, oh puttanelle
Hor’andate, dunque andate,
Meschinelle, a lavorare,
E le vanità lasciate
E attendete a guadagnare,
Che’l volervi mascherare
Vi farà stentare ogn’hora,
Perchè presto vien bass’hora,
E vi svuoda le scarselle
Mala nova, oh puttanelle
Hor vi lasso, e vo’ pregarvi,
Che perdon mi concediate,
S’a riprender e gridarvi,
Mi son mosso a quel che fate.
Che l’istessa caritate
Sol mi spinge a dirvi questo;
Intendete voi il resto,
Che ci avete a por la pelle
Mala nova, oh puttanelle.