CANZONETTA
VAGA
IN LODE DEL BEL
MESE DI MAGGIO
E DELLE REGINE
O CONTESSE CHE SI FANNO
QUEL GIORNO IN BOLOGNA
Egli è venuto maggio,
Ben venga a quel bel mese
Che sveglia ad alte imprese
I nostri cori.
Eccol carco di fiori,
Di rose e di viole,
Dipinger come suole
Ogni riviera.
Ecco la primavera,
Ecco il tempo novello
Tornar più che mai bello
E più giocondo.
Ecco che tutto il mondo
E' colmo d'allegrezza,
Di gaudio, di dolcezza
E di speranza.
E già per ogni stanza
La vaga rondinella
In questa parte e in quella
Fa il suo nido.
E 'l fanciullo Cupido
Tra noi dispiega l'ali,
Con l'arco, con gli strali
E le saette.
E in ordine si mette
Per saettar le ninfe
Sopra le chiare linfe
E bei ruscelli.
E i rozzi pastorelli
Con le stridenti canne
Intuonan le capanne
E i grassi campi.
E con suoi chiari lampi
Febo girando attorno
Più che mai rende adorno
L'emispero.
E per ogni sentiero
La villanella scalza
Su e giù, di balza in balza
Va cantando.
E tra se iubilando
Hor tra le folte fronde
Hor sopra le chiar'onde
Si ritira,
Dove si specchia e mira
Il viso e 'l biondo crine
E in l'herbe tenerine
Si riposa.
E qui, tutta gioiosa,
Di vaghe ghirlandette
Adorna le caprette
E i puri agnelli.
E sopra gli arboscelli
Odesi Filomena
Cantar sua dolce pena
In tutti i lati.
E per riviere e prati
I monton van cozzando,
Insieme gareggiando
Per amore.
E al mattutino albore
Respira la dolc'aura,
Ch'ogn'anima restaura
E torna in vita,
E con gioia infinita
Sen vanno i pesci in ballo,
Nel limpido cristallo
A schiera a schiera.
Il terren laguid'era
Pel freddo e crudo verno,
Hor il suo gaudio interno
Rinnovella.
Oh, stagion lieta e bella,
Oh boschi, oh selve, oh monti,
Oh sorgitivi fonti,
Oh piaggie apriche,
Oh frondi, oh frutta, oh spiche,
Oh laghi, oh spiaggie, oh fiumi,
Oh sterpi, oh sassi, oh dumi,
Oh vaghi colli.
Oh teneri rampolli,
Oh piante, oh gigli, oh rose,
Oh siepi alte ed ombrose,
Oh verdi rive,
Grott', antri ed ombre estive,
Cipressi, abeti e mirti,
U' gli amorosi spirti
Errando vanno.
Deh, perché tutto l'anno
Non dimorate nosco,
Cangiando l'aer fosco
In bel sereno?
Oh Zefiro, ch'in seno
Alla tua Flora spiri,
E ventilando aggiri
L'auree chiome,
E l'acerbette pome
Ogn'hor vai rinfrescando,
E tutto ricercando
Il bianco petto,
Degnati col diletto
Di tue soavi tempre
Albergar nosco sempre,
In dolce stile.
Oh, maggio almo e gentile,
Oh cara primavera,
Torna con tua maniera
A recrearci.
Deh, vieni a consolarci
Oh bel maggio fiorito,
Che di nuovo t'invito
A far ritorno.
MAGGIO, A I LETTORI
Maggio son io, figliuol di primavera,
Ambasciator della gioconda estate,
Che de' bei fiori dipingo ogni riviera,
E gran dolcezza apporto a le brigate,
Meco vengono i spassi a schiera a schiera,
La gioventù, l'amor e la beltade,
E mentre sto con voi in bel soggiorno
Rivesto i colli e tutto il mondo adorno.
I FANCIULLI
che chiedono denari per la contessa
o regina
Noi siamo, almi signori,
Semplici fanciulletti
Che con novelli ardori,
De fior vaghi ed eletti,
Ornata habbiamo la nostra regina,
Acciò ch'ogn'un che passa a lei s'inchina.
Vedete quanto è bella
Gentile e delicata,
Amorosetta e snella,
Honesta e costumata,
E dal bel viso suo tal gratia fuora
Manda, ch'è ben crudel chi non l'honora.
Però se gentilezza
Regna ne' vostri petti,
Non vi sarà gravezza
Porger con dolci affetti
Qualche amorevolezza o cortesia,
Né ci curiam pur che moneta sia.
Hor, dateci in un tratto
Quel che volete dare,
Che non v'è taglia o patto
Che v'habbi da sforzare,
Ma quanto più cortesi ci sarete,
Per noi fia meglio, e voi più honor n'havrete.
RINGRATIAMENTO
dopo l'haver ricevuta la cortesia
Mille gratie rendiamo
A l'alta cortesia,
Ch'in voi trovata habbiamo
E in ogni loco e via
Cantando andremo in versi alti e sonori
Le gentilezze vostre e i vostri honori.
CANZONETTA
per la medesima
Fate honor alla contessa,
Voi ch'andate per la via,
Ch'acciò ch'ella vista sia
Qua su in alto l'habbiam messa,
Fate honor alla contessa.
Rimirate quanto è bella,
Vezzosetta ed amorosa,
Tanto vaga e gratiosa
Ch'ella par una duchessa,
Fate honor alla contessa.
Se bramate di vedere
Il suo viso alto e soprano
Non gli state da lontano
Ma ciascuno a lei s'appressa,
Fate honor alla contessa.
Su signori, non mancate
Di por mano alle scarselle,
Né chiediam giuli o gabelle,
Ma in voi sol sarà rimessa,
Fate honor alla contessa.
Se sarete liberali
Come suona i nomi vostri
Sempre mai ne i petti nostri
Tal memoria sarà impressa.
Fate honor alla contessa.
Non vi state più a guardare,
Ma nel porger siate presti
Che, se nulla non ci desti,
Vi sarìa vergogna espressa,
Fate honor alla contessa.
Quest'è un giorno d'allegrezza,
Pien di spasso e di letitia,
Non fate hor che l'avaritia
Tenghi a voi la mente oppressa,
Fate honor alla contessa.
Che farem' per tutto il mondo
Risonar la vostra fama,
Perché ciò desidra e brama
Questa nostra principessa,
Fate honor alla contessa.
E perché di qua scopriamo
Altra gente in questa strada,
Non vogliam più stare a bada,
Ma da lor andar in pressa,
Fate honor alla contessa.
IL FINE