DIALOGO
PIACEVOLE
ed un fornaro
sopra il mal mattone
in campagna
Brentatore
Fornar mio, io vi saluto,
Ed a posta son venuto
Per saper se havete havuto
Questo mal che vien a ognun
Perché parmi veramente
Che tornato sia il matton.
Guarda guarda il mal matton.
Io l’ho avuto, e sentomi anco
Che mi duole il petto e ‘l fianco,
E tal hora vengo manco,
E vo’ tutto in tramballon,
E ben spesso casco in terra,
Nel voltar ch’io fo il paston.
Guarda guarda il mal matton.
Anchor io tengo in la testa
Una doglia sì molesta
Che par un che mi tempesta
Con un maglio, ovver piccon,
E al levar ch’io fo la brenta
Par ch’io facci il pirindon.
Guarda guarda il mal matton.
Mi van su certi vapori,
Certi fumi e certi ardori
Che mi cavan spesso fuori
De la via de la ragion,
E al scaldar ch’io faccio il forno
Brugio il manico al forgon.
Guarda guarda il mal matton.
Ogni passo oimè ch’io muto,
O ch’io tosso, o ch’io stranuto,
E m’abbonda sì lo sputo
Ch’impirei un carrion,
Né so mai se tanta schiuma
Fe’ la mula di magon.
Guarda guarda il mal matton.
Io son tanto mal andato
Che s’io fossi bastonato
Non harei tal passion,
E ben presto a far la scunza
Casco lì sul caldaron.
Guarda guarda il mal matton.
Ho serrata sì la gola
Ch’io non posso dir parola
Ed il naso ogn’hor mi cola
Come fa proprio un dozzon,
E ben spesso, per tal causa
Casco là con il sponton.
Guarda guarda il mal matton.
Sto la sera senza cena,
E mi duol tanto la schiena,
Ch’io non ho nervo né vena
Che non doglia in conclusion.
E ogni notte ho un po’ di febbre,
Che m’affetta il pellizzon.
Guarda guarda il mal matton.
Io non posso haver il fiato,
Ed ho perso l’odorato,
Ed il cibo nel palato
Mi par proprio sabbion.
E mi par haver la testa
Grossa assai più d’un ballon.
Guarda guarda il mal matton.
S’io mi levo la mattina,
Sto mezz’hora a testa china,
Né vorrei tor medicina,
Né siroppi, né untion,
Benché molti m’habbian detto
Che ‘l tor sangue sarìa bon.
Guarda guarda il mal matton.
Non mi piace tal partita,
Che ‘l tor sangue tol la vita,
Ma la strada più espedita
Si è voltarse al boccalon,
Perché far spesso bombina
Schiara il sangue e lo fa bon.
Guarda guarda il mal matton.
Il mio medico perito
M’ha ordinato e stabilito
Ch’io mi faccia un pan bollito
Con del seme di melon,
E per doi o tre mattine
Farmi far le fregagion.
Guarda guarda il mal matton.
Ed il mio m’ha comandato
Ch’io mi getti nel palato
Buon vitello e buon castrato,
Buon pollastri e buon cappon,
E ch’io stia ne la cantina
Fin che ‘l tempo torna in ton.
Guarda guarda il mal matton.
Questa è assai buona ricetta,
E mi piace e mi diletta,
Perché par ch’ella s’assetta
A la cosa del ventron,
Ma il mio gusto è tanto guasto,
Ch’io non so se vivo son.
Guarda guarda il mal matton.
Vi bisogna, a guarir questo
La mattina bever presto,
Ma non torre orgio né pesto,
Acqua cotta infusion,
Ma un boccal o due di vino,
Di quel vecchio e di quel bon.
Guarda guarda il mal matton.
L’altra sera per il fresco
Me n’andai da quel todesco
Il qual vende su quel desco
Quel suo oglio così buon,
E ne tolsi un’ampolletta,
Sol per farne parangon.
Guarda guarda il mal matton.
L’ho sentito commendare
Per un oglio singolare,
E anchor io ne vo’ comprare
E vo’ spender un teston,
Ch’io ne voglio haver in casa
Se verrà l’occasion.
Guarda guarda il mal matton.
Una volta l’ho adoprato
Com’il mastro m’ha insegnato,
Ed alquanto m’ha giovato,
Ed ha fatto operation.
E s’io m’ungo un’altra volta,
Potrò dir: “libero son!”
Guarda guarda il mal matton.
L’oglio è buon, che si sa certo,
E ch’il vende è di gran merto,
Ma bisognain tal concerto
Fodrar prima il valison;
Perché quel giova di fora,
Questo al fegato e al polmon.
Guarda guarda il mal matton.
Poi fuggir il tristo humore,
Né cridar, né far rumore,
Ma tener allegro il core,
Stando in pace ed in union
Con gli amici e co’ i parenti,
Per fuggir sì ria stagion.
Guarda guarda il mal matton.
E lassar andar l’offese,
E dì trenta per un mese,
Che i pensier non fan le spese
E non pagan la pigion,
Venghi il cancaro a la roba
E a le forche gli avaron.
Guarda guarda il mal matton.
Che ci è stato un mio compare,
Qual, volendo accumulare,
L’altro giorno andò a portare
Il zerletto al bastion,
E la Morte con la falce
Lo fe’ andare a roverson.
Guarda guarda il mal matton.
Madonn’Anna, mia vicina,
Anchor lei, l’altra mattina
Haveva perso una gallina
E fe’ cento question,
E si messe tanto affanno,
Che tirò quasi i scoffon.
Guarda guarda il mal matton.
E l’Antonia, sua compagna,
Per haver persa una cagna,
Si fe’ udir fino in Romagna,
E pareva proprio un tuon,
Ed è stata un mese in letto,
Ancor lei per tal cagion.
Guarda guarda il mal matton.
Che a volersi torre a petto
Certe cose ch’io v’ho detto
Causan poi cattivo effetto
E fan ria complession,
E chi a l’ira si dà in preda,
Non ha sal nel suo zuccon.
Guarda guarda il mal matton.
Fornar mio, voglio lassarvi
E di novo vo’ pregarvi
A nutrirvi e governarvi
A pollastri e buon piccion,
E lassate andar le frutte
Che fan ria digestion.
Guarda guarda il mal matton.
Buon allesso e buon arrosto
Vi farà ritornar tosto
E lassate gir il mosto,
Perché fa confusion
E bollir fa le budelle,
Che par proprio un pignaton.
Guarda guarda il mal matton.
Né lasciate tal ricetta
Per ogn’altra che sia detta,
Che gli è ottima e perfetta
E v’ho detto le ragion.
E però state in cervello,
E non fate simiton.
Guarda guarda il mal matton.
Io son pronto per far tutto,
Quel che far m’havete instrutto,
Perché son a tal ridutto
Ch’io vo’ tutto in ballordon.
E però questa mattina
Vo’ mangiar un buon cappon.
Guarda guarda il mal matton.
Ed havendomi insegnata
Sta ricetta tanto grata,
Vo’ portarvi una schiazzata
Col butirr, com’è ragion,
E una bietta di formaggio
Di quel sodo, vecchio e buon.
Guarda guarda il mal matton.
Non resudo la profferta,
De la qual mi fate offerta,
Ma l’aspetto a bocca aperta,
Perch’io son buon compagnon,
Poi faremo ambi in cantina,
Sul bigonzo colation.
Guarda guarda il mal matton.
Hor, finendo il parlar nostro,
Car fornar, son tutto vostro,
Poi ch’in tutto v’ho dimostro
La ricetta del matton.
Ed aspetto la schiazzata
Senza alcuna eccetion.
Guarda guarda il mal matton.
IL FINE