DISCORSI
BREVI E FACILI
SOPRA TUTTI I MISTERI
DEL SANTISS. ROSARIO
con altre composizioni spirituali
composti ad instanza d'una Rev. Monaca
del Corpus Domini
con una aggionta di tre orationi poste in fine
d'ogni cinque misteri
PROEMIO
Sono tutti i più santi huomini d'opinione che non si possa pienamente gustare la dolcezza della divina contemplatione se prima non si va meditando Christo nostro Signore humanato, cioè gl'atti, i costumi, le virtù, le passioni e molt'altri benefici fatti a noi da esso Christo redentore. A questo buon fine è stata nella presente opera distinta la vita, passione e morte sua, in questi articoli e con tale ordine, che applicando il christiano a ciascheduno articolo la devota mente s'infiammerà non solo all'amore della divinità, ma ancora ne caverà un efficace modo di meditare e d'orare insieme. Il quale modo di orare si chiama rosario, i cui santi misteri ciascuno piamente contemplando ne trarrà frutto di consolatione e d'eterna salute.
SALUTATIONE ALLA
BEATA VERGINE
Ave, sacrata Vergine superna,
Ave, madre di Dio, figliuola e sposa,
Ave regina, in cui il sol si posa,
Ave, de l'alto thron facella eterna,
Ave, donna felice e sempiterna,
Ave, gemma celeste e preciosa,
Ave, madonna santa e gloriosa,
Ave, diva regal ch'ogn'un governa,
Ave, felicità del sommo choro,
Ave, gaudio e letitia de' neati,
Ave, splendor de l'alta monarchia,
Ave de' christian ricco thesoro,
Ave, stella che splende in tutti i lati,
Ave, consolation de l'alma mia,
Ave madre Maria,
Speranza e ben di tutti i peccatori,
Habbi pietà de' nostri gravi errori.
ROSARIO GAUDIOSO
Il primo rosario, detto Gaudioso,
il quale contiene in sé cinque
Misteri, cioè:
L'Annonciatione dell'Angelo,
La Visitatione di Helisabeth,
La Natività del S. Giesù Christo
L'oblatione nel tempio,
E come fu trovato dalla madre
in mezzo ai dottori,
Ne i quali misteri si contiene la vi-
ta di esso Sig. Giesù Christo, si-
no alla sua amara e crudelissi-
ma Passione.
ARGOMENTO
DE I PRIMI MISTERI
DETTI GAUDIOSI
Le contemplationi alte e devote
Qui si descrivon del rosario santo,
Acciò chi legge possa in brevi note
I gran misteri meditare alquanto;
Ché in questo bel giardino coglier si puote
La rosa, il giglio, il croco e l'amaranto,
E ogn'alma fida, che ne coglie e prende,
Felice e lieta sopra il cielo ascende.
PATER NOSTER
Dal re del cielo i patriarchi santi
Braman ch'ei mandi in terra il Salvatore,
Qual ponga fine a i lor amari pianti.
Ave Maria
Sotto varie figure a noi si mostra
Che Maria sola portarà quel frutto
Che fia cagion de la salute nostra.
Ave Maria
Da profeti ab antiquo fu previsto
Che nel sacrato ventre verginale
Per salvar noi doveva nascer Christo.
Ave Maria
Dal messaggier celeste a Giovacchino
Fu annonciato ch'esso havrìa una figlia,
Qual sarìa madre a l'alto Re divino.
Ave Maria
Nel ventre d'Anna fu santificata
Questa innocente e pura pargoletta
Madre, del peccator nostra avvocata.
Ave Maria
Nasce l'immacolata verginella,
Salute e speme di tutti i viventi,
Nostro refugio, guida, porto e stella.
Ave Maria
Vien tenerella al tempio presentata,
Questa santa fanciulla, ed ella il core
Consacra e dona a Dio che l'ha creata.
Ave Maria
Con sue buon' opre e sue maniere sante,
Col caldo orar, col cor sincero e puro,
Da esempio e norma a l'altre tutte quante.
Ave Maria
Nel santo vecchiarel sposata viene,
La gran madre di Dio, qual per governo
La serve, honora, l'ama e la mantiene.
Ave Maria
Per la sua humiltà fu su nel cielo
Per madre eletta del figliuol di Dio
Ch'in lei prender doveva il mortal velo.
Ave Maria
Dal fedel messaggier fu annunciata
Dicendo a lei: “Ave di gracia plena”,
Alhor dal santo Spirto fu obombrata.
SECONDO MISTERO GAUDIOSO
PATER NOSTER
Da' santi padri in mente fu previsto
L'alta Natività del precursore
Qual la venuta predicò di Christo.
Ave Maria
Annontiato viene a Zaccaria
Ch'esso haver dovea un figlio in su vecchiezza,
Che sopra ogn'altro a Dio grato sarìa.
Ave Maria
A visitar la cara sua cognata
Va Maria, poi ch'intende che d'un figlio
Nel ventre, ben che vecchia, era aggravata.
Ave Maria
Si salutano insieme e con amore
A Dio rendono lodi, e fa Giovanni
Nel ventre riverenza al Redentore.
Ave Maria
Conosce Helisabeth esser Maria
Madre del gran rettor de l'universo,
E se le inchina, riverente e pia.
Ave Maria
Qui la celeste e santa Verginella
Magnifica il Signore e li dà lode
Con puro core e con humil favella.
Ave Maria
Quivi laudando e ringraziando Dio,
Stan le due donne gloriose e sante
Con mente pura e cor' humile e pio.
Ave Maria
Nato Giovanni, ne le sante braccia
Maria l'accoglie, e con somma allegrezza
A sé lo stringe, e caramente il baccia.
Ave Maria
Circondino il santo precursore
Onde n'ha gaudio tutta la Giudea,
E ne dan lode a Dio con tutto il cuore.
Ave Maria
Oh miracol di Dio, ch'a la novella
Del nato figlio a Zaccharia ritorna
Il parlar, ch'era muto, e la favella.
Ave Maria
Con lagrime e dolore lascia Maria
La sua cognata, e al caro albergo torna.
Contempla il loro amor, anima pia.
TERZO MISTERO GAUDIOSO
PATER NOSTER
Per il peccato del primo parente
Dispone Iddio mandare il proprio Figlio
In terra, per salvar l'humana gente.
Ave Maria
Prega la Santa Vergine il diletto
Padre, che sì com'ella è intatta e pura,
Così a Gioseppe toglia ogni sospetto.
Ave Maria
Vanno per farsi scrivere al Prefetto
D'Augusto, ed in Bethlem essendo giunti,
Qui partorisce il Santo Pargoletto.
Ave Maria
Fra due animali in basso e vil preseppe
Nasce l'unico Verbo (Oh, grand'amore!)
Con Maria sola e 'l vecchiarel Gioseppe.
Ave Maria
Involto viene il picciol bambino
In pover panni da la cara madre,
Oh che grand'humiltà del re divino!
Ave Maria
Cantan gl'angeli santi: “Gloria a Dio!
E pace in terra a tutti gli viventi
Ch'hanno il cor puro e santo e buon desìo!”
Ave Maria
Oh, che versi dolcissimi e canori,
S'udiron quella notte sacra e santa,
Quando apparvero gl'angeli e i pastori.
Ave Maria
Miracolosamente il latte impetra
Maria e 'l picciol figlio ciba e pasce,
Né dal voler di Dio già mai s'arretra.
Ave Maria
Contempla, anima pia, quanta allegrezza
Hebbe la Verginella e 'l santo Vecchio,
Udendo canti di tanta dolcezza.
Ave Maria
Cirocndino Christo, e come il santo
Nontio lor disse, fan nomar Giesù,
A cui s'inchina il mondo tutto quanto.
Ave Maria
Guidati da una stella rilucente,
Vennero ad offrir mirrha, oro ed incenso,
I santi regi a Christo onnipotente.
QUARTO MISTERO GAUDIOSO
PATER NOSTER
Vuol il Signor, che dopo d' quaranta
Vadi Maria a presentarsi al tempio
Per render lodi a Dio di gratia tanta.
Ave Maria
Va il santo Vechiarel con la consorte
Al tempio sacro, sempre meditando
Gli alti misteri de l'eccelsa corte.
Ave Maria
Offerisce Maria divotamente
Il picciol figlio al santo sacerdoto
Per osservar la legge intieramente.
Ave Maria
Conosce Simeon il magno Iddio,
E grida: “Ecco Signor ch'io son al fine
Poi che visto han quest'occhi il Signor mio!”.
Ave Maria
Lod' Anna profetessa il Salvatore
E fa noto a tutti e dice: “Questi
Dev'esser de le genti il Redentore”.
Ave Maria
Comanda in sogno al santo suo custode
L'angel, che col bambin fugga in Egitto
Per schivar l'empia crudeltà d'Herode.
Ave Maria
Fa riverenza a Christo nel passaggio
La palma, e giù si piega a darle il frutto,
Ché 'l suo Fattor conosce al Divin raggio.
Ave Maria
Cadono a l'arrivar del Re superno
Tutti gl'idoli in terra, e vanno in polve,
A confusione del re del cieco Averno.
Ave Maria
Fa il scellerato Herode a le sue genti,
Per dar la morte al benedetto Christo,
Dar cruda ed aspra morte a gl'innocenti.
Ave Maria
Per dare al picciol figlio gli alimenti,
S'affaticano i santi genitori,
Oh fatiche soavi, oh dolci stenti!
Ave Maria
Morto Herode, Gioseppe fa ritorno
Con la Madre e col Figlio in compagnia
A la sua patria, a far nuovo soggiorno.
QUINTO MISTERO GAUDIOSO
PADRE NOSTRO
Vuole il Padre eterno che suo Figlio
Sia nostro vero mastro e precettore,
Né faccian nulla senzail suo consiglio.
Ave Maria
Di dodici anni disputa nel tempio
Il mio Signore, e confonde la setta
De l'hebraismo scellerato ed empio.
Ave Maria
Si fa dare il battesimo da Giovanni
per dimostrar che senza l'acqua sacra
Non può l'huom salir su gli alti scanni.
Ave Maria
Nel diserto è tentato il Redentore,
Dal regnator de le perdute genti,
Ma confuso ne fugge il tentatore.
Ave Maria
A le nozze, cangiar fa l'acqua in vino,
Con gran stupor di tutti i convitati,
Come signor del cielo alto e divino.
Ave Maria
Elegge Christo dodici compagni
E apredicar gli manda a varie genti,
Per far de le lor' alme ampli guadagni.
Ave Maria
Transfigurasi Christo sopra il monte
Con tanta gloria che via più del sole
Rendea splendor la sua divina fronte.
Ave Maria
Predica il buon Giesù con tal dottrina
Ch'ogn'un corre ascoltar le sue parole,
Ond'ei fa de' lor cori alta rapina.
Ave Maria
Va in casa di Simone a la gran cena,
Il redentore, e fa la peccatrice
Degna de la sua gratia alma e serena.
Ave Maria
Sana ciechi, assidrati e sordi e muti,
Per sua propria virtù dà vita a' morti,
Con segni non mai più da alcun veduti.
Ave Maria
A l'alta voce del gran re superno
Lazzar quatriduano in vita torna,
E al fin lo guida su nel regno eterno.
Oratione sopra tutti i cinque misteri gaudiosi,
alla Beatissima Vergine Maria dopo quelli recitati.
Beatissima Vergine, ornamento e corona delle vergini, e gloriosissima madre di Dio Maria, io ti prego per quelle ineffabili e memorande allegrezze che tu, nel tuo purissimo cuore sentisti quando primieramente quello eterno verbo di Dio nel tuo verginal ventre dall'arcangelo annunciata concepisti; quando Madre del Signore da Santa Elisabetta all'improvviso chiamar ti sentisti; quando il Salvator nostro dal tuo incorrotto utero in quella sacratissima notte partoristi, con fascia il cinsisti, e con le tue mammelle lo lattasti, e da i pastori, come Dio, adorato lo vedesti; quando facesti lui circoncidere, e 'l nome di Giesù gl'imponesti; Quando da i Magi d'oriente con doni essere adorato lo mirasti; quando lui riponendo nelle braccia del vecchio Simeone con aperta voce Salvator mandato da Dio chiamarsi udisti, e per quella allegrezza, alla fine, quando nel tempio lo ritrovasti. Che questo rosario che io, le tue allegrezze rimembrando, ho recitato in honore del figliuol tuo e della maestà tua, tu, Vergine Beatissima accerti, ed al tuo figliuolo onnipotente da parte mia l'offeri, da lui impetrando, che s'alcuna cosa ho commessa per negligenza in recitarlo, egli mi perdoni, e di più mi conceda: ch'io goda il frutto di tutte quelle indulgenze che i Sommi Pontefici hanno conceduto a tutti coloro che lo reciteranno. Per eundem Christum Dominum nostrum, &c.
ROSARIO DOLOROSO
Il secondo rosario è detto doloroso,
dove si tratta di cinque miste-
ri penosi del nostro Sig.
Giesù Christo, cioé:
Il primo, l'adoratione nell'horto,
Il secondo, la flagellatione alla colonna,
Il terzo, la coronatione di spine,
Il quarto, quando portò la croce,
Il quinto, quando fu crocefisso.
Ed in questi si descrive tutta la sua
amarissima Passione, fin' alla sua
sepoltura.
ARGOMENTO
del secondo rosario, detto
Doloroso
Se state liete son le parti prime
Di questi alti misteri, oh peccatore,
Hor incomincian le dolenti rime
De l'aspra passion del Redentore.
Fa' dunque ch'ella nel tuo cuor s'imprima
E preparati al pianto ed al dolore,
Che per non altro in croce fu levato,
Che per la colpa tua, pel tuo peccato.
PATER NOSTER
Dal Padre eterno vien mandato Christo
In terra a patir pena, croce e morte,
Per far de l'alme nostre al cielo acquisto.
Ave Maria
Entra ne la cittade il Salvatore
E cridar s'ode: “Benedetto sia
Colui che viene nel nome del Signore!”
Ave Maria
Fanno consiglio i scribi e farisei
Di dar la morte a Christo, e Giuda ingrato
Ahimè, lo vende a i perfidi giudei.
Ave Maria
Co' cari suoi fratelli il Salvatore
Mangia la santa Pascha, e 'l rio trattato
Scopre di Giuda, falsoe traditore.
Ave Maria
I piedi lava a i discepoli suoi
Il buon Giesù, per dar vivace esempio
Quant'esser deve carità fra noi.
Ave Maria
Fa l'ultimo sermone, e racomanda
Al Padre i suio diletti, e ch'essi in pace
Stiano fra loro e in union comanda.
Ave Maria
Ora ne l'horto e agonizzante piove
Sudor di sangue, hor ben' ha il cor di pietra
Chi amaramente a pianger non si move.
Ave Maria
A Pietro dice, a Giacomo e Giovanni
Che debban orar seco e vigilare
Mentr' egli è in tante angustie e in tant' affanni.
Ave Maria
Col bacio il rio discepolo il suo caro
Mestro (ahimè) tradisce, ed a la turba
Lo mostra, l'empio traditore avaro.
Ave Maria
A' rei ministri Christo raccomanda
I discepoli suoi (oh, amore immenso,
Oh carità infinita e memoranda).
Ave Maria
Taglia l'orecchia il vecchio pescatore
A Malco, e Christo lo risana tosto,
E dona vita a chi gli dà dolore.
SECONDO MISTERO DOLOROSO
PATER NOSTER
Piangi, anima divota, l'aspre e dure
Percosse di Giesù, contempla quanti
Hebbe per te flagelli e battiture.
Ave Maria
Eccolo innanzi ad Anna ed un vil servo
Senza ragion' il viso gli percuote,
Ahi man spietata, ahi cor empio e protervo.
Ave Maria
Tre volte nega Pietro il suo Signore,
Poi si ravvede nel cantar del gallo,
E piange amaramente con dolore.
Ave Maria
Straccia le vesti Caifa, e Christo accusa
Di bestemmia, ahi rio giudice e crudele,
Far sì gran torto a un innocente, s'usa?
Ave Maria
Chi havrà il petto di ferro o il cor di sasso
Ch'udendo flagellare il mio Signore
Non si consumi in pianto a questo passo?
Ave Maria
Ecco il mio buon Giesù 'nanti a Pilato
Legato e stretto, & ecco Giuda iniquo
Appeso a un tronco per sì gran peccato.
Ave Maria
Manda Pialto a Herode per sollazzo,
Qual, dopo havergli fatto mille scherni,
Adietro lo rimanda come un pazzo.
Ave Maria
Non trova causa alcuna in lui Pilato,
Ma la turba crudele ad alta voce
Grida che Cristo sia crucificato.
Ave Maria
Quel meschin di Pilato spende ogn'opra
Per salvar da la morte l'innocente,
Ma contra l'empia setta in van s'adopra.
Ave Maria
Voglion più tosto un empio e scellerato
Trar da la morte, che 'l mio dolce Christo,
Che mai non fece error, non fè peccato.
Ave Maria
Ahimè, ch'a la colonna vedo porre
Il mio dolce Signor', e batter tanto
Che tutto sangue la sua vita corre.
TERZO MISTERO DOLOROSO
PATER NOSTER
Se mai piangesti, oh dura anima mia,
Hor piangi, poi che a Christo è preparata
L'aspra sua Passion' acerba e ria.
Ave Maria
Entro un vil manto pongon per dispregio
Il re del cielo, e coronan di spine
Il sacro capo, ahi che spietato pregio!
Ave Maria
Ahimè, ch'io mi consumo a pensar solo
Che quel che fece il mondo sia beffato
Con tanti scherni da sì inerme stuolo.
Ave Maria
Come non t'apri, oh terra, a questo passo,
Vedendo il tuo Signor che piove sangue
Con una canna in mano, afflitto e lasso?
Ave Maria
Per più schernirti, oh mio Signor divino,
Ti chiaman re, battendoti la faccia,
E tu consenti, e stai a capo chino.
Ave Maria
Da capo a piedi tutto flagellato
'Nanti a Pilato vien l'humile Agnello,
E pur non piangi, oh peccator eingrato.
Ave Maria
Prega Pilato il popol' ostinato
Che per pietà di lasci il Salvatore,
Ma ogn'hor più quel si mostra arrabbiato.
Ave Maria
Non solo a rimirar Christo che langue
Non si movon quegli empi haver pietade,
Ma si voglion satiar con il suo sangue.
Ave Maria
Ahi Pilato infelice, non comprendi
A le dolci parole del mio Christo
Ch'egli è figliuol di Dio, ch enon ti emendi?
Ave Maria
Vorrìa lasciar Pilato in libertade
Christo, ma questi rei gli fan sapere
Ch'ei perderà di Cesar l'amistade.
Ave Maria
Mostra Pilato a quel popolo atroce
Christo suo re, ma quel, più duro ed empio
“Crucifiggilo!”, grida ad alta voce.
QUARTO MISTERIO DOLOROSO
PATER NOSTER
A le croci, a le croci ed a gli affanni,
Anima mia, poiché cotante pene
Ha da patire il re de glialti scanni.
Ave Maria
La moglie di Pilato ispaventata
Sta, per la morte del gran re superno,
E tu non ti spaventi, anima ingrata?
Ave Maria
Pilato, per mostrar la sua innocenza,
Le man si lava, ed a gli hebrei dà Christo
In preda (ahi, falsa e pessima sentenza!)
Ave Maria
Chiaman di Christo il pretioso sangue
Sopra de i figli loro e di lor stessi,
Più crudi assai ch'ogni serpente od angue.
Ave Maria
In mezzo a dua ladroni è condennato
Il mio Signor benigno a l'aspra morte,
Chi qui non piange, ben di tigre è nato.
Ave Maria
Hor ecco il buon Giesù sotto la croce,
Afflitto e stanco, e tutto vulnerato,
Gir verso il monte a patir pena atroce.
Ave Maria
Corre l'afflitta e dolorsa Madre
A veder' il suo caro e dolce Figlio
Qual va a la morte fra l'armate squadre.
Ave Maria
Non potendo portare il grave peso
De la croce, la danno al Cireneo,
Ch'ei stanco spesso cade in terra steso.
Ave Maria
Predica Christo la ruina e 'l danno
Ch'a gli hebrei avverrà per tal peccato,
Ma ridendo di lui beffe si fanno.
Ave Maria
A la morte ne va come un agnello
Il buon Giesù, da l'empia turba spinto,
Come s'ei fosse al grande Iddio rubello.
Ave Maria
Vien la santa discepola fra questa
Turba, e gli asciuga il sacro volto, e impressa
Nel bianco lin la santa immagin resta.
QUINTO MISTERO DOLOROSO
PATER NOSTER
Contempla, alma devota, quante pene
Ha per te sopportate il tuo Signore,
Autor d'ogni tuo gaudio e ogni tuo bene.
Ave Maria
Odi i colpi spietati, odi i martelli
Anima mia, e piangi, poiché Christo
Vien' inchiodato con tanti flagelli.
Ave Maria
Ecco in alto levato il buon Giesù
Sopra la croce, e con le braccia aperte.
Che fai, cor mio, perché non piangi tu?
Ave Maria
mentre che 'l mio Signor sul legno pende,
Prega per chi lo ingiuria, hor quindi impara
Ancor tu, a perdonare a chi t'offende.
Ave Maria
Al ladro da man destra il Ciel promette,
Per dimostrar che al ciel ne chiama tutti,
E a chi si pente ogni sua colpa admette.
Ave Maria
La Madre angustiosa e tribolata,
Raccomanda al discepol, hor contempla
Quant'ella fosse afflitta e sconsolata.
Ave Maria
Trema e paventa peccatore hormai,
Poiche la terra trema e 'l sole oscura,
Per la pietà del suo Fattore, i rai.
Ave Maria
Ché non ti struggi in pianto, ahi tristo core,
Vedendo il tuo Signor chieder da bere
E dargli così amaro e rio liquore?
Ave Maria
Consumati nel painto, anima pia,
Poscia che Christo in Croce ha consumato
Per te la vita in tanta pena ria.
Ave Maria
Lo spirito al Padre raccomanda, e spira
L'anima santa, e vien ferito, ed esso
Il lume rende a quel ch'el colpo tira.
Ave Maria
Tolto di croce, a la sua madre pura
Lo danno in braccio, e con amaro pianto
Pongono il santo corpo in sepoltura.
Oratione a Nostro Signore sopra tutti i cinque
misteri dolorosi
Signor Giesù Christo redentor e Salvator mio, figliuolo di Maria Vergine, il qual per me volesti spandere sudor di sangue, esser flagellato alla colonna, esser coronato di spine, portar la croce e, alla fine, del monte Calvario esser crocifisso, io ti prego che tu pietosamente riceva questo rosario, il quale io peccatrice ho recitato in memoria della tua passione, e de i dolori della tua santissima Madre, e per la tua passione mi conceda la remissione di tutti i miei peccati, e da ogni volta che io reciterò questo rosario, un fonte di lagrime a gl'occhi miei, acciocché, qui compatendo io alle tue ferite, percosse, e piaghe ed a i dolori della tua santissima madre, per te meriti rallegrarmi in eterno ed esser coronata di gloria celeste.
ROSARIO GLORIOSO
Il terzo rosario addimandato glo-
rioso, contiene in sé cinque mi-
steri gloriosi del Signore
Giesù Christo
e della sua Santissima Madre
E di tutti i Santi, e qui
comincia
Della gloriosa Resurretione di Christo
Della sua ammirabile Ascensione
Della missione dello Spirito Santo negli Apostoli
IIII. Della Assontione della Gloriosa Vergine Maria
V. Della Gloria di Dio e di tutti i Santi
ARGOMENTO
del terzo rosario detto
glorioso
Passato è il cieco horror, ecco l'aurora
Che vien di nuovo a rallegrare il mondo,
Ecco uscir Christo dal sepolcro fuora,
Spogliato havendo pria del Limbo il fondo,
Svègliati peccator, che giunta è l'hora
Che ti ravvedi del tuo errore immondo,
E suscita al ben far, mentre che puoi
E lascia nel sepolcro i viti suoi.
PATER NOSTER
Quanto dobbiamo haver gioia infinita
Poi ché Christo surgendo da la morte
Venuto è a riparar la nostra vita.
Ave Maria
Lega Sathan giù ne gli eterni pianti
E d'indi cava, e verso il cielo invia,
Con festa e gioia, i Patriarchi santi.
Ave Maria
A vita gloriosa ed immortale
Suscita Christo col santo vessillo
Della sua croce, in atto trionfale.
Ave Maria
Ecco il trionfator de l'aspra morte
Ch'a consolar va la sua cara madre
Accompagnato da l'eccelsa corte.
Ave Maria
Lascia la madre di letitia piena
E se ne viene a guisa d'hortolano
Ne l'horto a dimostrarsi a Maddalena.
Ave Maria
A le sante Marie si scopre inante,
Mentr' esse van con precisi unguenti
Per unger le sue membra sacre e sante.
Ave Maria
Appare al santo vecchio galileo
E lo conforta e lo conferma in fede,
Pel pianto amar ch'ei del suo fallo feo.
Ave Maria
Al suo caro cugin, qual fatto voto
Havea di star digiun per fin ch'egli era
Resuscitato, appare e si fa noto.
Ave Maria
A i duo romei appare, indi rimane
A cena seco, e via sparendo fassi
Conoscer da loro a lo spezzar del pane.
Ave Maria
Dà la pace a gli apostoli, e gli mostra
Le piaghe de le mani e de' suoi piedi,
C'ha ricevute per salute nostra.
Ave Maria
Mostra a Thomaso il suo santo costato,
Ed ei grida: “Dio mio e mio Signore,
Perdonami, che incredulo son stato!”
SECONDO MISTERO GLORIOSO
PATER NOSTER
Contempla che 'l Signor benigno tanto
Sempre t'accresce gratie e privilegi,
Per mezzo e via dello Spirito Santo.
Ave Maria
Instituisce il santo Pescatore
Per suo Vicario, e de la santa fede,
E del gregge di Dio padre e pastore.
Ave Maria
Manda pel mondo a predicar la fede
I discepoli suoi, e in essi infonde
Lo spirto, onde per essi il mondo crede.
Ave Maria
Consola Christo la sua cara Madre
Con gli apostoli santi in compagnia,
Prima ch'ei vada a la destra del padre.
Ave Maria
Contempla quante lagrime dal viso
Sparse la santa Madre e le sorelle,
Quel dì che Christo ascese al Paradiso.
Ave Maria
Dato c'hebbe la sua beneditione
A' discepoli, ascende al cielo eterno,
Con la vittoria del suo confalone.
Ave Maria
Scende una nube dal celeste regno
E copre il mio Signor, mentre che sale
Al Padre, u' va chi di sua gratia è degno.
Ave Maria
Mentre stupidi stan con occhio intento
Scendono due nuntii del celeste choro,
Che dan lor nuova del secondo advento.
Ave Maria
Tosto che Christo gionge al Padre eterno,
Vien coronato di celeste gloria,
De la qual re sia sempre in sempiterno.
Ave Maria
Siede Christo la su ne l'alto impero,
Con gloria grande fra i beati spirti,
Onde n'han le sant'alme un gaudio interno.
Ave Maria
Quanto a l'humanità, prega per noi
Il Padre eterno, che ci dia perdono
Per la virtù degli alti merti suoi.
TERZO MISTERO GAUDIOSO
PATER NOSTER
Contempla come Dio benigno tanto
Non sol mandato ha in terra il proprio Figlio,
Ma di più ancora lo Spirito Santo.
Ave Maria
Ora la Madre, con le pie sorelle
E gli altri, per ricever ne i lor petti
Le fiamme del suo amore, ardenti e belle.
Ave Maria
Mentre stan chiusi ne l'usato loco
Lo Spirto Santo sopra lor descende,
E infiamma i petti lor di santo foco.
Ave Maria
Tosto che sopra loro lo Spirto scende,
Cominciano a parlar in varie lingue
E pedican di Dio l'opre stupende.
Ave Maria
Converte Pietro, con un sol sermone,
Secondo che dichiara la Scrittura,
Al battesmo tre mila e più persone.
Ave Maria
Eran perseveranti i battezzati
Ne la santa dottrina e ne l'orare
Sì come erano stati ammaestrati.
Ave Maria
Nel nome di Giesù, Pietro risana
Un assidrato, onde n'arrabbia e freme
L'hebraica turba, ignobil' e profana.
Ave Maria
Scende l'angel dal cielo, e di prigione
Tra' Pietro e gli altri, e in libertà li mette,
Onde n'ha il popol grande ammiratione.
Ave Maria
Più volte fur battuti e flagellati
Per le pubbliche piazze e ne' teatri
Gli apostoli, per Christo, e disprezzati.
Ave Maria
Quel gran Cornelio, cittadin romano,
Da Pietro fu a la fede convertito,
E battezzato di sua propria mano.
Ave Maria
Chi qua, chi là, gli apostoli di Christo
Andaro a predicar la santa fede,
Facendo di molt'alme al cielo acquisto.
QUARTO MISTERO GLORIOSO
PATER NOSTER
Contempla novamente, anima pia,
La gloria de la Vergine beata,
Madre del Salvatore, alma Maria.
Ave Maria
I luoghi u' patì Christo visitava
La santa Madre, ed ivi caldamente
Piangeva del suo figlio e lagrimava.
Ave Maria
Come predicatrice della Fede
La Vergin santa ammaestrava tutti,
Essendo quella che la tenne in piede.
Ave Maria
Dal messaggier celeste dato avviso
A Maria vien del transito, e l apalma
Portata insieme a lei dal Paradiso.
Ave Maria
Di varie parti fur tutti rapiti
Gli apostoli, a la morte di Maria,
E insieme in un momento tutti uniti.
Ave Maria
Scese Giesù per consolar la Madre,
Cinto d'intorno di divina luce,
In compagnia de le celesti squadre.
Ave Maria
Aciolta quell'alma da' suoi membri santi,
Fu dal proprio Figliuol portata al cielo,
Accompagnata d'angelici canti.
Ave Maria
Giunta che fu nel regno alto e felice,
Fu coronata dal gran Padre, e fatta
Del cielo e de la terra imperatrice.
Ave Maria
A la destra del Figlio collocata
Dal Padre eterno vien, con sommo honore
Maria, qual' hoggi è in ciel nostra advocata.
Ave Maria
Poscia che al ciel fu assunto il corpo santo,
Resero i santi apostol gratie a Dio
Con pietosi hinni e con soave canto.
Ave Maria
Per noi sovente il santo Figlio prega,
La Vergine sacrata e benedetta,
E desso a lei mai nulla gratia nega.
QUINTO MISTERO GLORIOSO
PATER NOSTER
Questa contemplation ti persuade
A pensare in qual gloria e qual splendore
Siede la sacrosanta Trinitate.
Ave Maria
pensa con quanto gaudio e quanta gloria
Sta la Madre di Dio ne l'alto throno,
Qual' ha di noi là su sempre memoria.
Ave Maria
De gli angeli beati pensa ancora
Qual sia la gioia, e de l'altr'alme sante
Ch'in lode di Maria cantano ogn'hora.
Ave Maria
I padri ancor del vecchio Testamento
Stan ne la santa gloria, alta e sublime,
Ed hanno in mirar Dio sommo contento.
Ave Maria
Gli spiriti di quei c'han rivelati
De le sacre scritture i gran misteri,
Oh quanto gaudio senton fra' beati.
Ave Maria
Considra anima pia quanta letitia
Han gli apostoli santi, quai per Christo
Sprezzaro ogni riposo e ogni divitia.
Ave Maria
E que' martiri santi e gloriosi
Che patir tanti strati e tante pene,
Oh come stanno in ciel lieti e festosi.
Ave Maria
Considera la gloria de' Dottori
Ch'interpretate han le scritture sante,
Quant'hor felici sian ne gli alti chori.
Ave Maria
I confessori, i quali in questa vita
Fur tribolati, anchor torniti in mente,
Ch'hor godono con Dio gioia infinita.
Ave Maria
E quelle sacresante verginelle
Ch eper Christo patir tanti martiri,
Hor liete splendon sopra l'alte stelle.
Ave Maria
Contempla al fin, ed habbi sempre innanti
A gli occhi tuoi la gloria e l'allegrezza
C'han tutti in somma i gloriosi santi.
Oratione sopra tutti i cinque misteri gloriosi
della Beata Vergine.
Regina del cielo, madre di Dio e madre di ogni consolatione, io ti prego per quella allegrezza ineffabile che tu nel tuo cuore sentisti quando ti vedesti repentinamente apparire innanzi il tuo santissimo figliuolo Salvator nostro Giesù Christo, risorto glorioso ed immortale da morte a vita, che tu ancora impetri che l'anima mia dalla gratia tua sia risuscitata dal sepolcro de i vitii, e per quel gaudio c'havesti, quando lo vedesti salire in cielo ed assidersi alla destra del Padre, fammi gratia ch'io sempre saglia in cielo con la mente scarica di peccati, acciocché la mia conversatione in cielo sia sempre. E per quella grandissima consolatione che ti confortò tutta l'anima, quando, sedendo in tra i santi apostoli, ricevesti lo Spirito Santo, impetrami tu, gloriosissima Madre, da esso Spirito Santo che egli ancora mandi nel mio petto alcuna favilla di quel divino amore, acciocché io, di lui accesa, rimanga dentro tutta consolata. E per la tua gloriosa e trionfante assontione in cielo, fa che sia assunto lo spirito mio, dalla gratia superna ver la celeste patria, acciocché vivendo così rapita al cielo con opere, e con santi pensieri, io meriti, per la divina gratia e per li tuoi degnissimi prieghi, dopo morte essere ricevuta nella gloria de' beati, e ne' chori delle sante vergini, tra le quali io habbia sempre a lodare e benedir te, Signora della corte celeste, Regina del mondo, e corona delle Vergini.
Amen.
Breve ragionamento all'anima
devota, sopra i suddetti
misteri
Qui finiscono i misteri del Santissimo Rosario, i quali si devono meditare con tutto il core, ed in essi considerare quante fatiche, e sudori ha sopportato per noi il Signor nostro, ed insieme pesare quanti dolori ed affanni habbia sentiti la Beata Vergine per il suo dolcissimo Figliuolo, e quanti obblighi habbiamo a sua divina Maestà, per i continui benefici ch'esso ci ha fatti, e fa d'ogni hora, e quanti favori e doni concede a' suoi devoti. Però, anima fedele, se brami havere l'eterna gratia, contempla piamente questo santo rosario, e imita le sante ationi di Christo e della sua gloriosissima Madre, e fa' fermo proposito di non mai offendere sua divina Maestà, che al fine, perseverando in questo santo esercitio, sarai degna di salire nell'eccelsa patria a cogliere di quelle rose fragranti e pretiose dell'amenissimo giardino del Paradiso.
Che 'l Signore Iddio ti conceda la gratia.
Amen.
SONETTO SOPRA LA
PASSIONE DEL SIGNORE
Anima, piangi, poi che 'l tuo Fattore
Qual ti creò sì candida e sì bella,
Vien da l'hebraica setta, iniqua e fella,
Piagato e morto con tanto dolore.
Mira su l'alto tronco il tuo Signore,
Che 'l capo aggira in questa parte e in quella,
E prega il Padre con dolce favella
Che a chi l'offende admetta il grave errore.
Mira il gran re del sempiterno regno
In terra sceso ad esser crucifisso
Per purgare il tuo error con tanto zelo.
Mira le man che già formaro il cielo,
I piedi, che calcar teraa ed abisso,
Con aspri chiodi fitti in duro legno.
Adunque, mostra segno
Che n'hai dolore, e sospirando forte
Piangi i tuoi gran peccati e la sua morte.
Lagrime pretiose sopra la Passione e Morte di nostro
Signore Giesù Christo
Hor che 'l cielo, la terra, e 'l vento langue,
E l'aria è fatta tenebrosa e scura,
Poi che l'alto Fattor, tinto di sangue,
Sta su la croce dispietata e dura,
Ragion' è ben ch'anch'io, vedendo esangue
La santa carne, immacolata e pura
Sol per mia colpa, in pena e stratio tanto
Sospiri forte, e mi consumi in pianto.
Ben havrei, Signor mio, di ferro cinto
Il core, e qual diamante il petto forte,
Se, rimirando te di vita estinto,
Non lagrimassi di tua cruda morte,
E da interno dolore astretto e vinto
Non dimostrasse (ahimè) quanto m'apporte
Afflition, quest' aspro tuo martire,
Causato sol da l'empio mio fallire.
Ahi, ché serpe non son, di tosco pieno,
Né d'aspe nacqui, dispietato e crudo,
Ma un huom mortale, fragile e terreno,
Che sotto la tua fè mi copro e chiudo.
E però, s'io ti vedo hoggi ripieno
D'aspre ferite, dispogliato e nudo,
Forz'è ch'io pianga in dolorose tempre,
Sin che quest'alma mia per te si stempre.
Mira, ostinato cor vile e indegno,
Il sommo Creator de l'universo,
L'alto Motor del sempiterno regno,
Quel ch'ha creato il mondo in ogni verso,
Hoggi per salvar te, suo caro pegno,
Ch'eri per tua cagion dannato e perso,
Stende le braccia con tormento atroce,
Sopra del grave tronco de la croce.
Quel sacro capo, ch'alta maestade
Porse a l'altr'alme angeliche e divine,
Per corona regal, per dignitade
Vien trapassato da pungenti spine,
La santa faccia piena d'humiltade
Percossa e guasta, con tante ruine
Per le guanciate sì livida e nera
Ch'a pietà moverebbe ogn'aspra fiera.
La bocca, che con santi e bei concetti
Sparse nel mondo tant'alta dottrina,
E con tanto fervore a' suoi diletti
La strada aperse, che nel ciel cammina,
Da gente inerme ed huomini negletti
Vien disprezzata, e mentre a ber si china,
In vece d'haver dato manna e miele,
Cibata vien d'amaro aceto e fiele.
La sante man, che già formaro il cielo,
Le stelle e 'l mare e tutti gli elementi,
E che dieron le leggi al caldo e al gielo,
A le piante, a la terra, a l'aria, a i venti,
Trafitte son, sol per soverchio zelo
De la nostra salute, da pungenti
Chiodi, con tanta pena e tanto straccio
Che, pensandovi più, più mi disfaccio.
Quel sacrosanto, immacolato petto
Pien di tal carità, di tanto amore,
Di fiamme ardenti, di vivace affetto
Verso me, ingrato e miser peccatore,
Da un crudo ferro perfido e scorretto
Passato veggo, e penetrato al core;
Ed ei non sol perdona tal ferita,
Ma dona al percussore eterna vita.
Oh, benedetti piedi, che calcasti
La terra, e con esempi alti e divini
La via di gir' al ciel ne dimostrasti,
Sopra le sfere e i cerchi christallini,
Hora vi vedo, vulgnerati e guasti,
Sopra quel legno, miseri e meschini
Con piaga così larga e sì profonda
Che come fonte il sangue esce ed abbonda.
Quel che la legge diede al gran Mosè
Sul monte Sinai con tanta gloria,
E fermar fece il sole per Giosuè
Nel cielo, ond'ei ne trasse alta vittoria,
E al pastorello hebreo tal forza diè,
Ch'estinse di Golia la vanagloria,
Morte ne vien da inermi e vil soldati,
Fra dui huomini infami e scellerati.
Quel che già del Mar Rosso aperse l'onde,
E vi sommerse l'empio Faraone,
E quel popol condusse a le feconde
Campagne in terra di promissione,
Cibandol quarant'anni in quelle sponde
Di manna, con sì calda affettione,
Ed esso ingrato a tanti benefici
Gli rende in guideron tanti supplici.
Quel che salvò da la fornace ardente
I tre fanciulli, e fuor gli trasse illesi,
E Susanna accusata falsamente
Da' vecchi ingiusti, di lascivia accesi,
E da l'ira fraterna l'innocente
Gioseppe, qual poi vide altri paesi,
Hor, l'empia e iniqua turba lo trafigge,
Gridando: “Crucifigge, crucifigge!”.
Quel che d'Architofel l'empio consiglio
Fè restar vano, ed annullar del tutto
E 'l citharista re furi di periglio
Levò, qual si trovava in grave lutto,
E 'l giusto Mardocheo dal crudo artiglio
D'Aman ritrasse, scellerato e brutto,
Hor morto giace in tanta crudeltade
Senza conforto alcun, senza pietade.
Quel che con tanta gloria e tanti honori
Nacque in Bethlem fra l'angelico choro,
Adorato da regi e da pastori,
Presentato di Mirrha, incenso ed oro,
Quel che fanciul nel tempo fra dottori
Mostrò di sua dottrina il gran thesoro,
Hor senza honor alcun, né riverenza
Fa de gli errori altrui la penitenza.
Quel ch'a le nozze fece d'acqua vino,
E 'l pan moltiplicò fra tanta gente,
E col suo gran poter alto e divino
Lazzaro suscitò morto e fetente,
E 'l figliuol de la vedova, meschino,
Ritornò pur in vita similmente,
Hor, senza alcun sussidio, alcun'aita
Con obbrobrio e dishonor esce di vita.
Quel che già nel Giordan dal gran Giovanni
Si fece battezzar ne le sacr'acque,
Dove voci s'udir da gli alti scanni:
“Quest'è il diletto mio, che mi compiacque.
Udite lui, che vi trarrà d'affanni,
Ché per salvar vostr'alme al mondo nacque”.
Hor, posto in abbandon, quivi si scorge
E a gara fan chi più dolor gli porge.
Quel che giù glorioso e trionfante
Entrò ne la città de l'asinello,
Ove corser le genti tutte quante
Ad honorarlo come re novello,
E chi le palme gli portava innante,
Chi sotto i piedi gli ponea 'l mantello,
Hor, dispogliato in dispietato scempio
Estinto resta, in mezzo un popol empio.
Quel che già sopra i minacciosi flutti,
mentre più in ira e più turbato il mare
Fremea, l'onda passò co' piedi asciutti,
E Pietro trasse, e gli altri da pescare,
Empiendo di sua gratia il petto a tutti,
E di virtute santa e singolare,
Hora fra minacciose e fiere genti
Patisce a torto (ohimè) mille tormenti.
Al fin quel creator, quel gran monarca
Quel verbo eterno, puro ed increato,
Quel che, vendendo la nostr'alma carca
D'ogni scellerità, d'ogni peccato,
Il grave peso toglie, e noi discarca,
E' tutto afflitto, lasso e consumato,
Quel che pagar toccava di ragione
A noi, sopra di sé tutto ripone.
Oh gran bontà della bontà superna,
Oh superna pietà celeste e vera,
Oh vera Deità santa ed eterna,
Oh eterna Maestà fida e sincera,
Oh sincera salute sempiterna,
Oh sempiterna gratia, alta ed intiera,
Oh intiera caritade, oh immenso ardore,
Oh ardor, che mi consumi l'alma e 'l core.
Oh turba ingrata, iniqua e sconoscente,
Perché non accettasti il ver Messia?
Perché desti la morte a l'innocente
Agnello, in pena sì angosciosa e ria?
Quel buon Giesù, sì dolce e sì clemente,
Qual aspettavi già per profetia,
Esso è venuto, e tu, tristo e cattivo,
Né gli hai creduto e l'hai di vita privo.
Ma che dic'io? Non son stati gli hebrei,
Signor, che t'han confitto al duro legno,
Ma i gravi eccessi scellerati e rei
Di me, scortese, peccatore indegno.
Però a te grido: “Miserere mei!”,
Non mi privar, Signor, del tuo bel regno,
Non guardar a' miei viti, iniqui e brutti,
Ch'el sangue hai sparso per salvarne tutti.
Perdonami, Signor, acciò che tante
Fatiche che hai durate non sian perse,
Fammi parte, là su, fra l'altre sante
Alme felici, luminose e terse,
Fa' che quest'alma del tuo amor s'ammante,
E sian mie voglie in te tutte converse,
Acciò ch'io pianga in terra il mio peccato
E dopo morte fia nel ciel beato.
IL FINE
SALUTATIONE ALLA
SANTA CROCE
A te m'inchino, oh glorioso legno,
Tinto del sacro e pretioso sangue
Del gran Motor del sempiterno regno.
Ecco quest'alma mia, che geme e langue
Poi che sol per sua colpa e suo difetto
Mira il suo redentor morto ed esangue.
Oh croce santa, oh tronco alto e perfetto,
Che sostenesti quel celeste pondo,
E fosti al mio Signor sì duro letto,
In te si stese il re di tutto il mondo,
Che creò con sue mani le stelle e 'l mare,
L'aria, la terra, il cielo ed il profondo.
Oh croce santa, pura e singolare,
Dove il figliuol di Dio sopportar volse
Sì gran tormento, e pene tanto amare,
Oh croce santa, dove Christo accolse
Ogni nostro delitto, ogni peccato,
E dal laccio infernal l'alma ne sciolse.
Oh croce santa, oh legno dolce, grato
Al peccator, quel per tuo mezzo viene
Ad esser su nel ciel glorificato.
Oh croce santa, il tuo stendardo tiene
In sommo gaudio tutto l'universo,
Poi che da te dipende ogni suo bene.
Oh croce santa, il peccator perverso
A te s'inchina, e ti domanda aìta
In lagrime e in dolor tutto converso.
Oh croce santa, oh arbor de la vita,
In cui stese le braccia il Salvatore,
Per abbracciar nostr'anima smarrita.
Oh croce santa, oh tronco pien d'amore,
Vero scudo e riparo altiero e forte
Di chi t'adora con perfetto core.
Per te fur tratte le tartaree porte
A terra, e 'l rio Satan vinto e sconfitto,
E da la vita morta fu la morte.
Tu sei quella colonna che in Egitto
Fece la scorta al popol d'Israele,
Scoprendogli di notte il cammin dritto.
Tu sei la folta nuvola, che quelle
Turbe copriste, ed occultaste il giorno
A gli occhi delle genti a Dio ribelle.
Tu sei l'arca del patto, che d'introno
Portata fu con gran veneratione
Per trar quel popol fuor d'affanno e scorno.
Tu sei il tempio del gran Salomone,
La verga di Mosè ch'aperse l'onda,
E la lana gentil di Gedeone.
Tu sei quella dolcissima e gioconda
Cetra di David, tanto alta e canora
Ch'empie di gaudio il mondo in ogni sponda.
Al fine ogni ben nostro in te dimora,
Ogni nostra speranza, ogni contento,
Dinque, ben' è ragion ch'ogn'un t'adora.
Fa' dunque, oh croce santa, che sia spento
Da noi ogni impietade, ogni nequitia,
Ed io, ch'ad abbracciarti sono intento,
Chieggio misericordia e non giustitia.
IL FINE
GRATIE RESE A DIO
Dall'autore nel fin dell'opera.
Per gratia di Colui che fece il tutto,
Son gionto al fin di questa mia fatica,
De la qual ne potrà cavar construtto
Ogn'alma fedel, di Christo amica,
Pur che si degni di coglierne il frutto
Pria che ritorni a la gran Madre antica,
perché, com'ombra che discorre e passa,
La vita nostra questo mondo lassa.
Al pio e devoto lettore
Se con quella caldezza e quel fervore
Che si doveva a tant'alto soggetto
Descritto non havessi, oh pio lettore,
Quest'opra, piena di sì gran concetto,
Io ti voglio pregar con tutto il core
Haver per scusa il basso mio intelletto,
E se frutto trarrai dal canto mio,
Non render gratie a me, dà gratie a Dio.
IL FINE