LAMENTO
DE' POVERETTI
I QUALI STANNO
A CASA A PIGIONE
e la convengono pagare.
Mala cosa è la pigion,
Per colui che l'ha a pagare,
Ma per quel che l'ha a tirare
Gli è una gran consolation,
Mala cosa è la pigion.
E si scopre questo male
Per Agosto e per Natale,
Che si vedon camminare
I patroni a visitare
Quei che stan ne' lor camini,
In botteghe e magazzini,
Acciò faccian provvision,
Mala cosa è la pigion.
E si sentono i lamenti
Che fan tutti i pigionanti,
Che già son sotto alle feste,
E non hanno panni né veste,
Che le legne, il pane, e 'l vino
Non li lassano un quattrino,
E non vi è compassion,
Mala cosa è la pigion.
Quanti poveri meschini
Con la moglie e figliuolini
Non han fuoco da scaldarsi,
E né pan da sostentarsi,
E la sera e la mattina
Stanno a far la tremarina
A caval de dui carbon?
Mala cosa è la pigion.
Chi ha impegnato il ferraiolo,
Chi la cappa, chi un lenzuolo,
Chi l'anel de la mogliera,
Chi ha venduto la lettiera,
Chi il giuppon' e le calzette,
Le banzolle e le cassette,
Le carieghe e i credenzon,
Mala cosa è la pigion.
Ma non han del male assai,
Che gli giungon questi guai,
Di dover pagar gli affitti,
Onde restan tanto afflitti
Che non v'è lingua che possa
Ragionar quanto s'ingrossa
Ogni dì la passion,
Mala cosa è la pigion.
Io ne faccio espressa fede,
Che n'è più che non si crede,
Perché anch'io son' a sto passo,
Né lo scrivo qui per spasso,
Che 'l patron m'ha già avvisato,
Ch'a Natal stia preparato,
E non vuol da me canzon,
Mala cosa è la pigion.
Io gli ho detto a buona ciera,
Che la mia borsa è leggiera,
E ch'io cerco pagar tosto,
A Natale, e anco d'Agosto,
E che quanto dal mio lato
A Natal sarà pagato
Senz' alcuna eccetion,
Mala cosa è la pigion.
Ma che ben m'ha fatto torto
E non farmi serrar l'horto,
E far l'uscio alla cantina,
E ancor quel della cucina,
Dar di bianco alle muraglie,
Perché a far simil bagaglie
Siam di patto e condition,
Mala cosa è la pigion.
Quel risponde: “Io non l'ho ditto,
Nondimen m' attengo al scritto,
La faremo un po' vedere,
Che mi par molto il dovere;
Ch'io non voglio in modo alcuno
Mai tener quel di nissuno,
Che non è mia profession.”
Mala cosa è la pigion.
“Li danari sborsarete,
Come già promesso havete,
Perché questo è il primo patto,
Poi cercate il vostro fatto,
Ch'io son pronto a non mancare,
E vi voglio accomodare,
Ch'egli è debito e ragion.”
Mala cosa è la pigion.
E così, con questa scrima
I danar si pagan prima,
E si può ben poi gridare,
Né ti vien mai più a trovare,
Se la casa ben cascasse,
Non pensar ch'ei la conciasse,
Né rimetter' un matton,
Mala cosa è la pigion.
Ed io poi sto in un camino
Buio, basso e piccolino,
Tutto pien d'humiditate,
Le muraglie scalcinate,
Di granar' ho carestia,
La cantina a compagnia,
E non v'è nulla di bon.
Mala cosa è la pigion.
S'apro gli usci, mi consumo
S'io gli serro, piango al fumo,
E le mura sopra e sotto
Son vestite da corrotto,
E il freddo passa drento,
Ch'ogni buco mena vento,
Hor, guardate s'ho ragion,
Mala cosa è la pigion.
Ma s'io giungo a questo Maggio,
Voglio uscir de sto disaggio,
E vo' andare a stare in loco
Ch'io stia bene, appresso a poco
Che, s'io pago i miei danari,
Voglio fare i patti chiari,
Né vogli'esser più un minchion.
Mala cosa è la pigion.
Pigionenti, che faremo?
Ben siam giunti al passo estremo,
La pigion' è già vicina,
E convien' che ogn'un squattrina,
Né fuggire ella si puote,
Che vi s'obbligan le dote,
E ogni cosa in conclusion.
Mala cosa è la pigion.
Ed adesso ogni casetta,
Sia pur trista, bassa e stretta,
Che d'intorno non si sciuga,
E che giù caschi la fuga,
Dieci scudi paga, e venti,
Mira poi se i pigionenti
Di dolersi han gran ragion.
Mala cosa è la pigion.
Questo poi più ci distrugge,
Perché il tempo vola e fugge,
Né sì tosto passa Agosto
Che Natal gli arriva accosto,
E bisogna novamente
Con la borsa star pendente,
Oh, che gran disperation!
Mala cosa è la pigion.
Chi ha una casa in questo mondo
Ben può dir d'esser giocondo,
Che non sente quest'affanno,
Di pagar due volte l'anno
Qual ci affligge a poco a poco,
Né mai stian fermi in un loco,
Per non haver' habitation.
Mala cosa è la pigion.
Le lumache e le galane,
Che son bestie così strane,
Han le case d'alloggiare,
E le posson via portare,
E noi altri poveretti
Animai così perfetti,
Non habbiamo una magion.
Mala cosa è la pigion.
Horsù, pur facciamo senza,
Ed armianci di patienza,
Qui bisogna far buon cuore,
E mostrar' alto valore,
Ho trovato modo e via
Da pagar la parte mia,
Senza rissa né tenzon.
Mala cosa è la pigion.
E se alcun vuol la ricetta,
La darò buona e perfetta,
Perché sempre in simil stato
La mi giova, e m'ha giovato,
Ma bisogna ben notarla,
Ed havere modo a farla,
Perché qui sta tutto il bon,
Mala cosa è la pigion.
Nota ben quel ch'io t'insegno,
Primamente, piglia un pegno,
Che sia tanto d'importanza
Quanto monta la sostanza,
E poi va' con lieta fronte
A portarlo tosto al Monte,
Che t'havran compassion.
Mala cosa è la pigion.
Come il pegno sia accettato,
E 'l danaro havrai tirato,
Recipe il tuo scrittarino,
E poi va' con il quattrino
E 'l patron tosto saluta,
Ma fa far la ricevuta,
Che quest'è buon untion.
Mala cosa è la pigion.
Altrimente le tempeste
S'udiran dopo le feste,
Di citetur e di scritte,
Contumacie sottoscritte,
E chi havrà buon letto sotto
Se 'l vedrà levar di botto,
Ad instanza del patron.
Mala cosa è la pigion.
Ben si trovano di quelli
C'han pietà de' poverelli,
Né gli mandan scritte mai,
Diano poco o pur assai,
E non crescon mai di prezzo
La pigion, ma l'hanno in sprezzo
Se non è qualche avaron.
Mala cosa è la pigion.
Horsù, dunque, allegramente
Pigionenti e pigionente,
Non ci stiamo a dar fastidio,
Che dal ciel verrà sussidio,
Ciascun dia buone parole,
Vada poi come la vuole,
L'humiliarsi è sempre bon,
Mala cosa è la pigion.
Qui vi lasso, e vo' pregarvi
Tutti insieme a consolarvi,
Perché tempo verrà ancora
Che di questo uscirem fuora,
E ogn'un pensi fra se stesso,
Che, per vostro e mio interesso
Ho composto sta canzon.
Mala cosa è la pigion.
IL FINE