Lode alla gloriosissima
VERGINE MARIA
dipinta da
S. LUCA
per ottenere la serenità e soccorso
nelle presenti calamità
Ave, di gratia plena,
Alma luce e serena,
Vergine, innanzi a te me 'n vengo humile,
Non spregiar la mia lode abbietta e vile.
Poiché nel tuo ritorno
Rendesti il cielo adorno
E serenasti e ristorasti il tutto,
Tu benedetta, col tuo santo frutto.
Vergine gratiosa,
Beata e gloriosa,
Ti lod' e chiamo con la lingua e 'l core,
Sian consolati nel tuo gran favore.
L'acque, abissi celesti
Ch'erano a noi molesti,
Cangiasti in fruttuoso almo sereno
Col far il tutto d'abbondanza pieno.
Verere già si vede
Uscir de la sua sede,
E inghirlandato il crin di caghe spiche
Col farsi amene le campagna apriche.
Udisti, e nel tuo andare,
ogn'un “Pietà!” gridare;
Hora, tornando, in ogni bocca senti
Esser in gaudio volto i mesti accenti.
Tu, Madre di pietade,
E specchio d'humilitade,
Seggio del Verbo che si deve amare,
Qual bene non potiam da te sperare?
Chi mi darà i concetti?
Ch'impirà l'alma e 'l petto?
Chi la voce darà? Chi le parole
Per ringratiar te, sommo nostro sole?
Di te qui in terra canta
Ogni virgulto e pianta,
Canta la chiesa e 'l ciel, e dica poi
Gli alti favori che comparti a noi.
Io non basto ridire
Che tu placasti l'ire,
E benigno rendesti il tempo e Dio,
E facesti contento ogni desìo;
Tacerò i merti tuoi,
Illustri fra di noi,
Dirò che non troviam nomi e concetti
Ch'a celebrarti sian colmi e perfetti.
Oh, rugiadoso velo,
Arco posto nel cielo,
Che rallegri, ristori e pace adduci,
Stella ch'in porto o miseri conduci.
Sole de l'aura aurora
Che gli angeli innamora,
Tu sei benedicente e benedetta,
Sola del vero sol figliola eletta.
Del Santo Spirto sposa,
Rosa fra spine ascosa,
Della terra e del ciel almo tesoro,
Di tutti noi mortai raro ristoro.
Con gli occhi a te rivolti
E insieme tutti accolti,
Ti ringratiamo, oh gloriosa donna,
Ne' travagli di noi ferma colonna.
Quando Felsina amata
Dal ciel fu travagliata,
A te, oh Madre santa sol ricorse,
E a suoi sinistri tua pietà soccorse.
Per diluvio e per peste
Per minaccie funesti,
Per fame, e in somma, per antiche tempre
Ricorse a te, e l'esaudisti sempre.
Il tuo onorando tempio
Serva al mondo in esempio,
E le cere, e gli argenti e voti appesi
Sian di tua gratia testimoni accesi.
Tu quasi terme, e viva,
Che de' morbi ci priva,
Optando in noi miracolose prove,
Mostri che sempr' in te gratie Dio piove.
Però devoti e chini
Ne gli occhi tuoi divini
Corre ogni cor contrito e tribulato,
Perch' il lor mesto muti in lieto stato.
Ecco qua come serve
Tuo amor fra servi e serve,
Quai ti ringratian quanto è lor concesso,
Di tanto ben ch'hai novamente espresso.
E noi, tue fide ancelle,
Sarem per sempre quelle
Che qua lodando assisteremo tanto
Che divenghi celeste il nostro canto.
Tu poi, cortese e pia,
Del cielo e guida e via,
Accetta e scusa queste mie parole,
Che se il desìo non val, molto più vole.
IL FINE