LA SPOSA CONTENTA
Barcelletta piacevole
FIGLIA
Madrina mia gentile,
Vi vengo a visitar
Con differente stile
Che molte soglion far,
Perch'assai dicon esser mal maritate,
Io per felicitate
Al mondo non ho par.
MADRE
Figlia mia, vaga e bella,
Mi fai tutta allegrar,
A dirmi tal novella,
Ch'io non potea pensar
Che le fatiche, le pen' e il grav' affanno
Che co' mariti s'hanno,
Potestj comportar.
FIGLIA
Non hebbi mai paura
Di non poter durar,
Ch'io son d'una natura
E mi so accomodar,
A' suoi humori, né mai li do un disgusto,
Ma seguito il suo gusto
E non lo fo alterar.
MADRE
Figlia, se tu sapesti
I martiri e i dolori
E i danni manifesti
Che ne sentìa il mio cor,
So che diresti ch'io haveva ragione
Fuggir l'occasione
Di maritarti all'hor.
FIGLIA
Ditemi, madre mia,
Che vi facea tardare,
Qualndo alcun mi venìa
Per moglie a domandare?
Che tanti e tanti mi chiedean per sposa,
E voi stavi ritrosa
Né mi volevi fare.
MADRE
La cagion' era questa,
Come ciascuno sa:
Per non ti por sì presta
Al travaglio che s'ha.
Ch'io so, figliola, che sempre s'ha da fare,
Né mai si può posare,
Se figliuoli si fa.
FIGLIA
Questa non è fatica
Che non si possa far,
E poi è usanza antica
L'haversi a maritar,
Ed il dir “sposa” è un nome sì giocondo
Che non è cosa al mondo
Più dolce da chiamar.
MADRE
Un'altra causa ancora
Mi ti facea impedir,
Questa, figlia, d'ogn'hora
Me gli facea disdir:
Che stando meco non pativi difetto,
Com'hora fai nel letto
Quand'hai da partorir.
FIGLIA
Prima che far bucato
Vorrei haver a far
Tre figli a un portato,
E havergli da allattar,
E due n'ho fatti, e già son dietro a i tre,
Né a fargli sento che
Mi faccian sì gridar.
MADRE
Non mi credea tal cose
Quand'eri appresso mi,
E poi so delle spose
Che gridan tutto il dì,
Con le lor socer' e con le lor cognate,
E spesso resentate
Vengon da i lor mari.
FIGLIA
Madrina have gran torto
A dir così di me,
Che 'l mio mi dà conforto
E lodo chi me l' diè,
E quelle tali che son sì mal trattate,
E spesso ricamate,
Gli fan forse il perché.
MADRE
Tu 'l trovasti di tempre,
E sotto buon destin,
Che se tu stessi sempre
All'uscio o al finestrin,
Mai non ti grida, tant'è di buona pasta,
Ma temo non ti guasta
Tanta licenza al fin.
FIGLIA
In ciò non havrei scusa,
E farei grave error,
Se ben talvolta s'usa
Così di far l'amor.
Che non è honesto, quando s'ha un buon marito,
Farlo mostrar' a dito
Come huomo senza honor.
MADRE
Queste si fan sì belle
E s'attillan così,
Tirandosi la pelle,
Per comparire il dì
Là per le strade a farsi vagheggiare,
Son pazze da legare,
Però nol far già ti.
FIGLIA
Vi dico alla spedita
Ch'io mi so governar,
E vorrei che la vita
Più tosto havesse andar
A fuoco e fiamma, e patir peggio ancor,
Che un'oncia del suo honor
Volessi mai scemar.
MADRE
Questa tua fantasia
Fin'hor buona mi par,
Però figliuola mia,
Non ti lasci voltar
Mai il cervello, e fuggi ogni partito,
Acciò che tuo marito
Non s'habbi a lamentar.
FIGLIA
Il partito è vicino,
E si può dir ch'è qui,
Che v'è un profumatino
Che passa tutto il dì,
Qual fa il Narciso, l'Adone e 'l Ganimede,
Ma non gli presto fede,
Se ben passa per mi.
MADRE
S'ei ti dà impaccio spesso,
E ti venghi a tentar,
Levatelo da presto,
E mandalo a impiccar,
O veramente, se gl'occhi in su balestra,
Serra la tua finestra
Poi lascial civettar.
FIGLIA
Ancor non m'ha rimossa
Dal primo mio pensier,
Né sarò tanto grossa
Ch'io lasci il buon sentier,
Batta la strada chi vuol, o facci invito,
Ch'altri che 'l mio marito
Non m'ha mai da goder.
MADRE
Questa è la vera strada
Che s'ha da seguitar,
Che s'una non abada
Ogn'un la lassa star,
Però fa in modo ch'alcun di te non dica,
Ch'egli è poca fatica
A dar da canzonar.
FIGLIA
Horsù, madre, vi lasso,
E me ne voglio andar
A casa passo passo
Perché forsi gridar
Potria il puttino, e far la cacca in letto,
Che ciò certo m'aspetto
Mentre sto qui a guardar.
MADRE
Va' in pace, figlia mia,
Che 'l ciel ti possa dar
Quel che 'l tuo cuor desìa,
Poiché sì ben portar
Col tuo marito ti veggio, e meco ancora
E tornarmi talhora
Alquanto a consolar.
FIGLIA
A fè, ch'io l'ho commossa,
Tant'ho saputo dir:
Questa vecchiazza grossa
Non volea consentir
Di maritarmi, per non mi dar la dote,
Ma gli ho le casse vuote,
Non s'ha havut' a finir.
IL FINE